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Le confraternite
Testi a cura del Prof. Gianluca Tarquinio  maggiori info autore
Le confraternite, ossia quelle associazioni semilaicali che principalmente sì occupano dell'organizzazione delle feste patronali, vanno scomparendo.
il loro maggior periodo di attività si registra durante i secoli XVI - XIX, mentre il declino è iniziato subito dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1969 i Vescovi abruzzesi, riuniti a Pescara, emisero un documento nel quale ciriticavano l'operato delle confraternite ancora in attività, la cui carica emotiva trasformava la religione ìn un esasperato fanatismo, (1).
 
Le prime confraternite, ma possono chiamarsi anche congregazioni, furono in prevalenza intitolate al SS. Sacramento, alla Madonna o ai defunti: ' ... il Governo le convalidava col Regio Placet e le condizionava in tutto íl loro operato... '. Esse finirono di essere una corda al collo della Chiesa e un ostacolo alla pastorale:e, perchè non sorrette da vera spiritualítà, sono andate morendo o si sono ridotte a larve dí museo... ' (2).
  
Da un documento esistente nell'Archivio diocesiano, apprendiamo che in data 15/12/1873, in Pescasseroli erano funzionanti le seguenti CONFRATERNITE (3): 
1) - ss. sacramento, di cui si è perso il Regio assenso a causa dell'incendio della sagrestia della chiesa parrocchiale avvenuto nel 1863; per lo stesso motivo è andato perso anche l'anno dell'erezione canonica. E' retta dal sacerdote Giuseppe Ciolli eletto nel 1844. Ha gli obblighi di partecipare a tutte le feste di precetto, dal Corpus Domini fino alla Madonna del Rosario, di dire l'ufficio della Beatissima Vergine e, in caso di decesso di uno dei fratelli, i partecipanti devono fargli celebrare un anniversario da trantadue ducati. La confraternita non ha rendite e si mantiene con l'elemosina dei fratelli;
 
2) - del SS. Rosarìo. L'erezione canonica e dei 15/9/1578, mentre il Regio assenso non si conosce perchè scomparso. Mancando il cappellano, essa è retta da un sacerdote qualsiasi. Ha gli stessi obblighi della precedente e le rendite si esiggono dal governo, (4);
 
3) - del Carmine. L'erezione canonica è del 30/6/1839 ed il Regio assenso ha la data del 6/4/1840. E' eretta dalla chiesa del Carmine appartenente a quattro beneficiati. E' servita, dal 1870, dal passionista Michele (il cognome non si legge);
 
4) - del Purgatorio. Si è perso l'anno dell'erezione canonica, mentre il Regio assenso è del 17/8/1784. Le rendite che essa ha si esiggono dal Governo, il cappellano è don Geremia Saltarelli;
 
5) - della Madonna incoronata. Si è perso l'anno della erezione canonica, il Regio assenso porta la data del 21/8/1788. il cappellano è don Leonardo Gentile eletto nel 1852, non ha rendite e si mantiene con l'elemosina dei fratelli. Nel 1893 il priore era Vincenzo Roselli. 
  
Fatta eccezione della confraternita del Carmine, tutte le altre avevano la loro sede nell'interno della chiesa parrocchiale, (4), ma vediamo ora altre notizie relative ad esse oltre a quelle che avevano, nell'ordine, i colori rosso; verde e bianco; marrone e tracolla azzurra; nero; celeste, esisteva anche la confraternita della carità con sede nell'ex asilo, e che aveva i colori rosso e bianco. Da un documento del 18/9/1654 apprendiamo che '... la confraternita del SS.Sacramento ha consuetudine di eleggere, ogni anno, i nuovi priori e i nuovi fratelli per voti segretì,. ora il Vescovo ha nominato personalmente i nuovi eletti e, per di più, i sacerdoti. Si richíede di poter ritenere nulla l'elezione ... ' (5). Tale reclamo fu inviato alla Congregazione dei Vescovo e Regolari, e testimonia che la confraternita non voleva che estranei, anche se Vescovi, influissero sulla loro attività.
 
Infatti, l'organizzazione di queste confraternite era molto simile ad una qualsiasi associazione politica di oggi, o meglio commerciale che religiosa.
Avevano registri per le entrate e per le uscite dove venivano annotate anche le quote dei fratelli; acquistavano e vendevano terreni o fondaci; il loro statuto doveva ricevere l'autorizzazione del Vescovo (erezione canonica) ed anche quella del Re (Regio assenso o placct). Stessa procedura aveva anche il regolamento interno a cui si ricorreva ogni qualvolta c'era una disputa; per concludere importanti affari; per espellere o accettare dei fratelli, (6).
Per vedere la loro severità ci siamo serviti del regolamento della confraternita dell'incoronata, anno 1788. Ogni fratello aveva l'obbligo di partecipare alla messa e, in caso di assenza, doveva presentare al priore della confraternita ed di fratelli, una valída giuistíficazione altrimenti rischiava l'espulsione della stessa'.
 
Dal momento che la partecipazione ad una confraternita includeva anche degli utili, ecco che la 'pena' sopra citata, assumeva un'importanza particolare, (7).
Una differenza importante tra le confraternite laicali ed il clero era che, mentre i primi potevano dividersi gli utili ricavati da ogni loro atto, i secondi dovevano sempre reinvestirlo. Le confraternite di Pescasseroli, insieme a quelle dei paesi limitrofi, avevano particolarmente una ricchezza armentizia che gestivano attraverso delle Messerie, (8). Col comparire della classe borghese a Pescasseroli, ecco che le confraternite iniziarono una lenta fase di declino. Altro fenomeno che ha influito su questo declino fu la mancanza di giovani persone per il ricambio dei partecipanti, ma quest'ultimi non trovavano più nelle confraternite, un motivo di aggregazione sottoposti a nuovi problemi e diversivi.
 
Un documento del 31/7/1717 dove, con firma del Vescovo Corradini, la confraternita sotto il titolo della Beatissima Vergine, il cui regolamento fu stampato nel 1705, si vede confermati ed ampliati di altri dieci punti il precedente regolamento, (9). Tale regolamento doveva essere rispettato alla lettera altrimenti si incorreva nella scomunica; dei nuovi dieci punti, riportiamo i più significativi:
1) - precedente ìl suono della campanella della chiesa madre, e di quella di S.Matia degli Angeli, dopo però celebrata la prima messa nella chiesa parrocchiale, di buon ora, i fratelli della congregazíone descritta, i cui nomi dovevano conservarsi in una tabella da affigersi nella chiesa di S. Maria degli Angeli con un crocifisso, vadino dentro la stessa, neí gíorni fissati, e nello spazio di una sola ora si recitano le orazioni prescritte nelle regole del libro, (10).
3) - In quest'ora, dietro pena di scomunica, non devono essere ammesse le donne. 
6) -
Si esortano i fratelli di questa congregazione a prendere qualche consiglio da quella del Crocifisso, specialmente dell'Abbate Nicola Rossi direttore di essa.
  

(I numeri che indicano i vari punti del regolamento della confraternita della Beatissima Vergine, corrispondono a quelli del relativo documento).
Da tutti gli altri punti rimanenti emerge il consiglio di agire sempre in buona fede cristiana e con carità. Infine in Vescovo (regola 10), si riserva di aggiungere, o togliere, qualche regola a tale regolamento. Questo documento, a differenza di quello del 15/12/1873, citato all'inizio del capitolo, prova l'esistenza di un'altra confraternita, quella finora descritta, esistita tra il 1795 e il 1873, che date le incerte regole, nel 1705/1717 era ancora in 'rodaggio'.
A prova di questo fatto è anche la regola n°6 sopra riportata.
 
Sempre nel documento del 31/7/1717 viene citata un'altra confraternita non più esistente nel 1873, cioè quella del Crocifisso. Le confraternite più antiche, esistenti nella Diocesi dei Marsi, risalenti al XVI secolo, erano quelle di Scurcola marsicana, 1539, di Gallo di Tagliacozzo del 1543, (11). Nel 1796, in Pescasseroli, erano attive solo due confraternite, quella del SS. Sacramento, e quella del Suffragio, (12). Il 28 febbraio 1866 viene costituita la Congregazione della carità di Pescasseroli risultante dall'unione di sei Cappelle laicali del paese sotto la denominazione di: Santissimo Sacramento, Suffragio, Santa Maria degli Angioli, Monte della Pietà, San Rocco, Santa Maria di Monte Tranquillo (13). Attualmente in Pescasseroli esistono solo due confraternite sotto l'intitolazione del Carmine, e dell'incoronata; quest'ultima ripristinata un paio di anni fa.


  


Note
(1) A.Melchiorre: tradizioni popolari della Marsica, ed. dell'Urbe, Roma 1984, pag. 95.
 
(2) A. Melchiorre: ìdem. Oltre al 'Regio PIacet o Assenso', la confraternita aveva bisogno anche della approvazione del Vescovo che si chiamava 'Erezione Canonica'.
 
(35) ADM: Stato delle congreghe laicali esistenti nella Diocesi dei Marsi.
 
(4) Una tradizione orale di Pescasseroli vuole che la sede di questa confraternita si trovasse in una casa dinanzi la sagrestia della chiesa parrocchiale, dove, lo stemma inciso sulla porta sarebbe quello della stessa confraternita.
 
(5) G. Morelli: 'notare11e d'archivio', in Abruzzesistica, l. 1979 pag. 126.
 
(6) Le confraternite, nate esclusivamente religiosi, col passare degli anni perdettero questa loro caratteristica per dedicarsi maggiormente ad attività economiche incorporando anche quelle cappellanie in difficoltà finanziarie. Le cappellanie avevano esclusivamente fini sociali come l'assistenza ai poveri ed agli ammalati, agli orfani, facevano prestiti in denaro ed in tomoli di grano e tutto ciò che riguardava l'assistenza degli abitanti.
  
(7) li regolamento originale in carta-pecora ritrovato dallo scrivente, è stato donato in data 1119/1987 al sig. Michele Saltarelli, priore di tale confraternita alla presenza del sig. Pistilli Quirino, affinché lo custodisse e mostrasse in tutte le occasioni (religiose e di studio) che si presentassero.
 
(8) Una Masseria di proprietà della confraternita del SS. Sacramento in Opi, nel 1666 contava più di 6.000 capi di bestiame. ADM, busta 274/1666.
 
(9) - ADM, busta 495/1717.
 
(10) - Molto probabilmente la confraternita della Beatissima Vergine era quella di S. Maria degli Angeli come deducibile dai punti dei regolamento citati.
 
(11) A. Melchiorre: Aschi ieri ed oggi, in 'Casalì d'Aschi ieri ed oggi A.A.V.V. pag. 122, nota 31.
 
(12) - E. Borrone: Dizionario storico-geografico-fisico del Regno di Napoli, 1796.
 
(13) Statuto esistente presso l'archivio del Municipio di Pescasseroli.
 
Testi tratti da Pescasseroli lineamenti di storia dall'origini all'Unità d'Italia
 
 
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