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Il brigantaggio
Testi a cura del Prof. Gianluca Tarquinio  maggiori info autore
Quest'aspetto della storia, comune a tutti i paesi del Meridione, ha naturalmente interessato anche Pescasseroli che si trova in una zona di montagna, dove un tempo i boschi erano molto più fitti e le mulattiere che li attraversavano sembrano fatte per le imboscate, pertanto i briganti vi trovarono un fertile terreno. La permanenza del bandito Marco Sciarra in queste montagne è nota a tutti gli studiosi. Autodefinitosi flagello di Dio e commissario mandato da Dio contro gli usurai e contro coloro che detengono oziosamente il denaro, (1), svolse la sua attività brigantesca a cavallo dei XV e XVI. Famosa è diventata la sua scorreria, con relativo saccheggio, a Gioia dei Marsi e la relativa distruzione dell'abitato, (2).
 
In questi secoli non era prudente avventurarsi per le vie dell'Alto Sangro; da una relazione 'ad limina' dei Vescovo della Diocesi dei Marsi, apprendiamo che il suo vicario si rifiutò di andare in visita pastorale a Pescasseroli, passando per S.Sebastiano, perchè in quest'ultimo paese furono 'trucidati sette uomini', (3). in un'altra relazione, sempre del Vescovo Colli, si legge che '... tra le montagne dell'Alto Sangro si trovano più di 150 ladroni che saccheggiano ed uccidono, e i capi sono certi Luzio Cocco, Biasola, soprannominato la Volpe', e 'Guido', (4). Il brigantaggio intorno a Pescasseroli sembra non finire mai, anzi la sua attività diventa più intensa.
 
Dal 1764 in poi, i banditi che operavano alla spicciolata, videro ingrandire le propríe file formando, così, bande numerose protette dall'omertà originata dalla paura, e da alcuni governatori, (5). di Forca d'Acero si verificarono diversi fatti di sangue. Nei passi di Pietrarnara e il primo verrà affidato alla custodia del luogotenente di Pescasseroli, (6) . Dal registro dei morti dell'archivio parrocchiale di Pescasseroli, oltre all'episodio di una bimba di dieci anni, Rosaria di Loreto di Scanno, uccisa e divorata dai lupi vicino la via di Malafede, apprendiamo che negli anni 1791/96, furono assassinate quattro persone.
 
Le guerre, le rivoluzioni, il brigantaggio degli anni 1798/99, hanno lasciato il segno in Pescasseroli. L' 11 agosto 1801 si verificò una rapina a danno di due pescaserolesi lungo la strada tra Scanno e Pescasseroli, da parte di otto persone armate nella località "Cardito". In diretta connessione con questa rapina, il 31 agosto dello stesso anno, dentro l'abitato di Pescasseroli, venne uccisa una persona e ferita un'altra. in seguito alle indagini si scopri, che gli autori furono tre del luogo 'uomini facinorosi che hanno correlazione con altri dí quelle vicinanze, (17). Il 14 ottobre, invece, per ordine dell'Udienza, il Comune di Gioia dei Marsi doveva con quattro uomini armati far vigilare il passo di Campomizzo, perchè luogo soggetto a scorrerie. (8).
  
Il 3 luglio 1802, il governatore di Pescasseroli, notar Matteo Preziosi, indirizzò una lettera al Preside dell'Aquila dicendogli che, in occasione della festa di S.Pietro e Paolo, gli amministratori del paese fecero venire, a loro spese, una parte della squadra (militare) dal Tribunale de L'Aquila al fine di garantire l'ordine pubblico. Lo stesso governatore, inoltre, fece una relazione sulla situazione locale da dove risultava che: A) l'abitato si trova al centro di molti passi sospetti e, volendoli vigilare, non basterebbero tutti gli abitanti; B) la popolazione è sprovvista dei generi di prima necessità ed i poveri non hanno nemmeno modo di trovare del cibo; C) l'Università si trova gravata di 1.000 ducati a causa delle spese sostenute lo scorso inverno per mantenere la squadra portata da Luigi Vitolo che la fece rimanere nel paese per molti mesi, nonchè per il passaggio di altre squadre, (9).
  
Questo rapporto riassumeva le stesse indicazioni emerse da quello che l'amministrazione di Pescasseroli inviò, precedentemente, alle autorità competenti e, in cui, figurava anche la seguente supplica. Dal momento che le spese per il controllo dei passi più pericolosi della zona, (10), gravitavano solo sull'Università di Pescasseroli, quest'ultima chiese che esse dovevano essere divise con le Università limitrofe e che la Provincia doveva dare un contributo.
Nel settembre del 1802, allo scopo di contribuire alle spese per il mantenimento del distaccamento di soldati in Cocullo, giunti per dare la caccia ai briganti, il feudo (non il Comune) di Pescasseroli, fu tassato per venti ducati. Con una lettera del 15 settembre dello stesso anno, il governatore del paese, indirizzandola al lugotenente di Cocullo, informò quest'ultimo di aver fatto presente al locale erario baronale, il decreto della contribuzione, ma di esser stato convinto che non la potevano sostenere le entrate del feudo.
Momentaneamente erano stati presi in prestito 10 ducati e consegnati, quale anticipo, al capo reparto Giacinto Rossi.
  
A questa lettera -ne seguii un'altra contenente il suggerimento di istituire due distaccamenti di soldati in Pescasseroli e S.Donato dal momento che 'queste comitive di briganti, a causa della carcerazione fatta di molte donne, non si discostano affatto da questo Círcondário', (11). .Nel 1807 due soldati del Regio esercito furono uccisi dai briganti e seppelliti con tutti 0 onori militári, (12). Il 12 luglio, sempre di quest'anno, Michelangelo Gentile di 35 anni, perchè sospettato di brigantaggio, venne condannato a morte e impiccato nella piazza del paese, (13). La notte di Pentecoste del 1897, il capo banda Ventresca, con un pretesto, fece uscire tutti gli abitanti di Gioia dei Marsi dalle loro abitazioni e ne fece una grandissima strage dal momento che questi gli avevano ucciso il figlio. Dopo l'eccidio, i briganti si recarono a Pescasseroli mostrando agli abitanti le orecchie, i nasi e le dita mozze dei gioiesi dicendo anche il nome di coloro a cui le avevano tolte, (14).
  
Il 22 settembre venne reso noto il decreto di clemenza del 27 agosto precedente con cui, entro 15_ giorni dalla data della sua pubblicazione, venivano graziati tutti quei briganti che si fossero presentati alle autorità più vicine, (15). Il 10 settembre del 1808, un distaccamento di truppe francesi, dislocate in Pescasserolì, nella montagna Valle Lopa, sorprese un gruppo di briganti e, dei sette, ne catturò due: Gaetano Meglicone e Giuseppe Di lanni di Casalvieri. Il giorno seguente, dietro l'ordine del tenente francese, vennero portati nel luogo detto 'La Roscia' e fucilati, (16). Ma l'audacia dei briganti era incredibile e sfrontata. il 3 luglio un gruppo di essi invase l'abitato di Pescasseroli ed uccise il vecchio sacerdote Pietrantonio Ciolli, (17).
 
Ma è soprattutto dopo il 1860 che le zone intorno a Pescasseroli sono marcate da scontri di briganti con forze armate ('garibaldini' e 'piemontesi', (18), nonchè da numerose scorrerie ed omicidi ai danni della popolazione.
Impervia la banda- 'Fuoco' che verrà sgominata solo nel 1886, (18a).
Si hanno notizie che alcuni nativi di Pescasseroli si unirono alle bande di briganti, in particolare a quella di Chiavone e del Mattei, (19).
Il 22 luglio 1861, la Guardia Nazionale di Pescasserolì catturò nella Val di Corte un brigante appartenente alla banda di Chiavone il quale fu fucilato il giorno dopo (20). Sempre la Guardia Nazionale del paese catturò, nella montagna Lampazzo, nel tenimento di Lecce dei Marsi, un altro brigante appartenente alla banda di Chiavone, tale Francesco Traiano di Balsorano.
  
Il capitano che comandava il presidio di Pescasseroli, composto da più di cento bersaglieri, lo fece fucilare il 22 giugno 1862, (21).
Come abbiamo detto,-dopo l'Unità d'Italia, il brigantaggio, nelle nostre montagne, riemerse con più vigore. Molti di essi, però, più che briganti, bisognerebbe chiamarli 'partigiani' dal momento che lottavano per il ritorno di un governo più vicino alla loro realtà storico-sociale -economico -culturale.
Purtroppo anche quest'ultimo 'brigantaggio' fu debellato e le conseguenze della sconfitta sono tutt'oggi pagate dai paesi del Meridione italiano, (22).
 
 

Note
(2) A.Di Pìetro: op. cit. pagg. 26213.
 
(3) Archivio della Diocesi dei Marsi, busta 5 7/15 1; questo Archivio verrà sempre citato con ADM.
 
(4) ADM: busta 57/152.
 
(5) U.D'Andrea: op. cit. pag. 42
 
(6) idem, pag. 44. 
 
(7) U.D'Andrea:'Gli avvenúnenti dal 1791 al 1806 nelle Valli del Sangro. pag.33
(8) Idem pag. 33 nota 31
 
(9) Idem.
 
(10) 1 passi in questione erano quelli di Forca d'Acero, monte Tranquillo, Cerreto, Valle di Corte, Campolungo e Camporràzzo (U.D'Andrea: op.cit. pag. 38)
 
(11) U.D'Andrea: op. cit. pagg. 50/52 (12) U.D'Andrea: memorie storiche di Villetta Barrea: op.cit.vol. Il pag. 58 nota 2
 
(13) Idem pag. 58 nota 2 
 
(14) W.Cianciusi: Cicalata su Gioia', in Breve viaggio a Gioia dei Marsi e díntomi, di AAVV, Roma 1982 pagg. 32/34. vedi anche B.Croce op.cit. pagg. 37 e 51/52.
 
(15) U.D'Andrea: 'Gli avvenimenti dal op.cit. 56.
 
(16) Idem pag. 60.
 
(17) Idem.
 
(18) A.Melchíorre: Manoscnkto su Pescasseroli in via di pubblicazione pag. 7.
 
(18a) Alcuni briganti, che si presume appartenessero alla banda di Fuoco, uccisero il 13-4-1865 Leonardo Boccia di Pescasseroli nel tenìmento dì Alfedena (U.D'Andrea: op.cit.pag. 84 nota 1).
 
(19) A.Melchiorre: op.cít.pag. 7.
 
(20) U.D'Andrea: 'memorie storiche op.cit. pag. 81.
 
(21) Idem pag. 82
 
(22) idem pagg. 90/92, Altre notizie sul brigantaggio si possono ricavare dai registri della Società delle Erbe Seconde di Pescasseroli.
 
Testi tratti da Pescasseroli lineamenti di storia dall'origini all'Unità d'Italia
 
 
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