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Dalla nascita della borghesia all'Unita' d'Italia
Testi a cura del Prof. Gianluca Tarquinio  maggiori info autore
Dopo la definitiva caduta del feudalesimo, dalle sue rovine nacque una nuova classe sociale che chiameremo borghesia, (1), rappresentata da quelle famiglie arricchì principalmente con la pastorizia. Nel paese di Pescasseroli emerse la famiglia Sipari, che prese il posto degli antichi baroni sia nei possedimenti che nella ricchezza, e nell'autorità sociale. Oltre ai Sipari si devono notare anche le famiglie gentile, Visco, Trella, e Saltarelli, (2).
I Sipari, nel 1826, tolsero ad Andrea Massa, ultimo barone di Pescasseroli, il mulino e il "prato della corte" e, nel 1839, anche l'antica casa baronale la quale, una volta abbatuta, fece posto all'attuale palazzo con la relativa cappella dedicata all'Addolorata, (3).
 
Nell'alta Valle del Sangro i feudatari non erano mai stati ricchi proprietari terrieri, ma piuttosto di armentizie e di montagne. Quest'ultime, con l'abolizione del feudalesimo, passarono in parte al Comune e in parte alla nuova classe borghese, (4). Approfittando dì questo nuovo stato di cose, Pescasseroli, insieme ai paesi limitrofi, si risvegliarono a nuova vita, sentendo particolarmente l'esigenza di vie di comunicazioni più sicure, (5). Nonostante che la vìta fosse più tranquilla non possiamo parlare di benessere generale dal momento che alla grande ricchezza di poche famiglie, si contrapponeva la povertà della maggior parte degli abitanti.
  
Il 1817 restò famoso per una carestia che causò, in Pescasseroli, 114 morti contro i 61 dell'anno precedente,ed i 51 del 1818 (6). Dal 1840 al 1860, la dissodazione dei pendìi occupati dalla boscaglia, per trarvi nuovi terreni per i pascoli, fu una delle attività più, rilevanti nel paese. Le indicazioni per questo furono dettate dalla classe borghese al fine di ricavare, anche nei perìodi estivi, il massimo possibile da quei terreni restii ad ogni forma di coltivazione.
La borghesia pescasserolese, era rappresentata anche dai piccoli massari che si distinguevano in massaro da campo' e 'dipecore', (7). Nel 1856 per poco. non venne approvato il progetto di organizzare un nuovo circondariato tra i paesi di Barrea, Civitella Alfedena, Villetta Barrea, Opi e Pescasseroli con capoluogo in quest'ultimo (7a).
  
La realizzazione di questo progetto avrebbe ancor più sottolineato la potenza del la classe borghese di questi centri rappresentata dalle famiglie Ursitti ad Opi, Graziani, D'Orazio a Villetta Barrea, Antonucci a Civitella Alfedena e Di Loreto a Barrea, oltre che ai Sipari di Pescasseroli (8).
Arriviamo così alla spedizione dei Mille, graduale conquista del Regno, all'entrata di Garibaldi a Napoli il 17 settembre 1860.
Agli inizi del 1861 venne proclamato il Regno di Italia e, da allora in poi, Pescasseroli e tutti i paesi del Meridione, seguirono il nuovo ordine di cose con tutti i pro e contro che ne derivarono.
  


Note
(1) U.D'Andrea: op.cit. pag. 69.
 
(2) B.Croce, op.cit. pag. 35
 
(3) A.Melchiorre: Ms. su Pescasseroli in via di pubblicazione, pag. 3.
 
(4) U. D'Andrea, op.cìt. pag. 69.
 
(5) U.D'Andrea, op. cit. pag. 73 e 77.
 
(6) Idem pag. 72. In questo stesso anno abbiamo diverse notizie sulla carboneria a Pescasseroli (vedi appendice relativa). inoltre sull'argomento vedi anche B.Croce, op.cit. pagg. 39140; Bollettino Feudale in T.Bonanni. Demani in provincia de L'aquila', 1987 dove viene citato un Generoso Saltarelli cabonaro non ravveduto.
 
(7) A.Melchiorre: op.cit. pag. 4, la masserìa da campo era la proprietà agricola nel Tavoliere, quella 'di pecore' era l'attività pastorale tradizionale. vedi anche A.Saltarelli: Tescasseroli, storia antica e moderna della sua gente. Roma 198 7 pagg. 2612 7.
 
(7a) vedi a proposito l'ultimo lavoro di U. D'Andrea, Memorie storiche dí Villetta Barrea, Abbazia di Casamari (Frosinone), Novembre 1987, pag. 233 e segg..
 
(8) U.D'Andrea, op, cìt. pagg. 70 e 78.
 
 
Testi tratti da Pescasseroli lineamenti di storia dall'origini all'Unità d'Italia
 
 
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