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Dai Conti d'Avalos ai Massa di Sorrento
Testi a cura del Prof. Gianluca Tarquinio  maggiori info autore
Dopo il 1460 il Paese di Pescasseroli è passato sotto il dominio della famiglia di innico D'Avalos marito dell'ultima discendente dei d'Aquinio; Antonella. Dal 1562 questo feudariato sarà caratterizzato da grande curifusione e perciò troveremo che Pescasseroli sarà affittato, venduto e ricomprato sino alla fine del feudalesimo (1) Con Antonella d'Aquino i pescasserolesi pattuirono le prime leggi dei Capitoli e delle Franchitie, (2). Ad Innico D'Avalos, morto nel 1484, successe il figlio Alfonso 1 che lasciò erede il figlio Ferrante Francesco i il quale, essendo ancora molto giovane, ebbe per tutrice la madre Diana Cardona.
  
Nonostante la sua giovane età ricevette, nel 1516, la conferma di tutti i suoi beni da parte di Ferdinando il Cattolico e di Isabella di Castiglia sua moglie; tra questi c'era anche Pescasseroli. Alla sua morte la contea passò al cugino Alfonso li, ed alla morte di costui al figlio Ferrante Francesco il che ebbe per tutrice la madre Maria d'Aragona, (3). Sicuramente prima del 1548 Pescasseroli, come Opi, Scanno, Castrovalva ed introdacqua ebbe alcuni suoi territori dati in affitto, sia quelli feudali che burgensatici, ad alcuni privati.
Maria d'Aragona, in nome di suo figlio, mandò Prospero Quinzio di Alatri a recuperare queste proprietà e ad aministrare la giustizia. inoltre doveva recuperare dal popolo la somma di 3.000 ducati, più i 6.000 antecedenti, occorrenti all'erario della famiglia feudale, e fu fatta la promessa di non rivendere Pescasseroli in nessun caso, (4).
  
Dal 1562 inizia il declino della famiglia di Ferrante Francesco 11. Le cause devono ricercarsi nelle numerose spese sostenute per vivere nell'alta società napoletana e per quelle di rappresentanza. Fu certamente per questi motivi che troviamo nel 1576 un Mattia Branca 'utile signore di Pescasseroli e nel 1592 Fabio D'Afflitto come affittuatario del paese (5). Nel 1574 i pescasserolesi definiranno il loro confine col paese di Gioia dei Marsi (6).
Mentre nel 1585 gli stessi fecero una colletta tra loro e gli abitanti dei paesi limitrofi, al fine di prestare 4.500 ducati alla famiglia D'Avalos affinchè ricomprasse il paese, (7).
 
Dopo il passaggio del D'Afflitto, nel 1595 il paese tornerà ad Alfonso 111 D'Avalos, alla sua morte tutta la contea, incluso Pescasseroli, passerà alla figlia Isabella la quale, ebbe per tutrice la madre Lavinia della Rovere.
Essa, nel 1598, vendette Pescasseroli a Giovan Giacomo di Sangro ed i pescasserolesi rinnovarono con costui il patto di non vendere il paese, in caso contrario doveva restituire i 4.500 ducati prestati alla famiglia dei D'Avalos. inoltre si fecero riconfermare ed ampliare i Capitoli a loro concessi dai feudatari precedenti. (8)
 
Alla morte di Giovan Giacomo di Sangro Pescasseroli passò al fratello Ottavio (1607), e due anni dopo alla sorella Andreana che morì senza credi (1630).
Il paese, devoluto al fisco e messo all'asta, fu acquistato da Antonio Sparano il "e, nel 1647, lo rivendette ad un abitante del luogo Patrizio Vitale.
Nel 1670 Claudio Vitale lo rivendette a Filippo Gentile il quale, insieme con Vitale, donarono il paese al Gran Contestabile del Regno Don Lorenzo Colonna .(1677), ma il figlio di questi dichiarò nulla la donazione (1695), e due anni dopo Gennaro Gentile vendette Pescasseroli a Francesco Antonio Tinassi di Anversa, (9). Nel 1703 un altro terremoto colo le nostre terre mietendo numerose vittime, (10). Nel 1705 Pescasseroli fu venduto, per la somma di 15.760 ducati, ad Agostino Massa di Sorrento e rimase a questa famiglia fino all'abolizione del feudalesimo, (11). Nel frattempo a Pescasseroli, come in moltissimi altri paesi dei Regno, si andava affermando una nuova classe che possiamo definire, in senso lato, borghese, arrichitasi principalmente con la pastorizia.
  
 

Note
(1) Da questa famiglia i pescasserolesi s i i aspettavano, oltre alla osservazione dei capitoli concessi dai loro predecessori, anche l'immunità e protezione contro gli alloggiamenti dei soldati, dal momento che nel paese restavano solo donne, vecchi e bambini mentre o uomini si trovavano in Puglia l'esito di questa richiesta non si conosce.
 
(2) B. Croce: op. cit. pag. 21 
 
(3) Colarossi - Mancini: op.cit. pagg. 290/293 doc. Vi + doc. Vi + doc. VII.
  
(4) Colarossi - Mancini: op.cit.pag. 125 (5) Già nel 1563 troviamo che Francesco Ferrante Il vendette, col titolo di duca, il feudo di Castel di
Sangro a Fabio D'Afflitto, evidentemente per avere denaro per pagare le spese da lui sostenute; in Colarossi - Mancini: op.cit. pagg. 129/130
  
(6) B.Croce: op.cit. pagg. 27/28 più nota I. Quelli con Opi furono definiti nel 1574; in seguito Opi fece unico comune con l'escasseroli da cui si divise definitivamente nel 1854.
 
(7) U. D'Andrea: op.cit.pag. 29.
 
(8) B.Croce: op.cit.pagg. 29/30
 
(9) B.Croce: op.cit. pagg. 29/30 vedi anche i documenti riportati dopo queste note.
 
(10) Colarossi - Mancini: op.cit.pag. 164
 
(11a).... Essendo nel 21 dicembre morto in Sorrento il Barone di PescasseroIi Andrea Massa, i possessi feudali furono devoluti al figlio Agostino. Per evitare la liquidazione del relievo, si discusse in seconda ruota alla Regia Camera (cosa che avrebbe comportato una dispendiosa indagine sul feudo al fine di conoscere il reale reddito), i procuratori del detto Agostino offersero, in via di concordato, trenta ducati, affermando essere l'iniziativa vantaggiosa al Regio Fisco, non solo perchè avevano denunciato puntualmente lo stato delle rendite, con lo scopo di evitare all'erede la penalità del doppio pagamento, ma in quanto la denuncia era stata superiore agli introiti verificatisi nel 1763...in U.D'Andrea: op,cit.pag. 39. Vedi anche B.Croce: op.cit. pag. 29.
 
Testi tratti da Pescasseroli lineamenti di storia dall'origini all'Unità d'Italia
 
 
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